Snijeg
Il grosso dei film in concorso erano film balcanici. Ce n’erano un po’ per tutti i gusti e da tutti i paesi. Tranne la Serbia, ca va sans dire.
Alla fine la Dea d’Oro l’ha vinta Snijeg (”neve”): sono d’accordo e sono contento.
Snijeg e’ una storia di un piccolo villaggio abitato da sole donne, raccontata da una giovane regista bosniaca. Un po’ triste come storia, si capisce. Ma il film ha il pregio di non essere ne’ ‘pretenzioso ne’ retorico ne; inutilmente piagnucoloso. L’avevo gia’ visto a Belgrado, anche la’ era stato accolto bene. A me e’ molto piaciuto, ve lo consiglio.
Nella mia personale hit parade al numero due si piazza Jas sum od Titov Veles (Vengo da Titov Veles). Una storia anche qui per niente banale e un po’ sognante ambientata - appunto - a Titov Veles, in Macedonia. La protagonista ricorda vagamente Amelie, come tipo, per cui se avete odiato il magico mondo della suddetta forse e’ prudente starne alla larga.
Dopo oro e argento la mia personale classifica passa direttamente alle medaglie di legno.
Zivi i Mrtvi (I vivi e i morti), dalla Croazia, mette in scena un parallelo tra seconda guerra mondiale e guerra degli anni 90. Personaggi interessanti, e il messaggio sulla ciclica futilita’ dealla guerra passa. Ma perche’ tutte quelle riprese al rallentatore, e quelle musiche altisonanti? Pretenzioso.
Gledaj me (Guardami), montenegrino, ha il merito di provare a parlare di altre cose che non siano la guerra o le sue conseguenze. Ma effetti ed effettini, grandangoli, bianchi e nero e riprese dal basso dopo un po’ fan venire il mal di mare. E non tutti sono bravi come Gus van Sant a raccontare le storie in modo non lineare. Molto pretenzioso.
Il peggiore dei balcanici poi e’ stato il film greco (si, la Grecia e’ Balcani). Come si chiamava? Ah gia’, Correction. Ammazza che zozzeria. Una mezz’ora buona me la sono dormita, i film iper-reality alla fratelli Dardenne mi han sempre fatto questo effetto. Ma quello che ho visto mi e’ bastato. Per me l’han proiettato solo perche’ a tratti parlava di un tifoso albanese ammazzato di botte da degli ultra’ greci. Fossi in voi eviterei.
In concorso c’era anche poi il peggiore di tutti: Opium War. Regia di un afgano (che povero cristo non gli han dato il visto per venire in Kosovo in tempo, ma che ha pure vinto la Dea per la miglior regia). Produzione afgano-francese-sudcoreana-giapponese. Il francese voleva produrre una commedia, il giapponese una tragedia, il coreano una fiction e l’afgano un documentario. Polpettone eclettico.
Posso dirlo? Il film migliore che hanno dato e’ questo:

Una storia sul filo (e’ il caso di dirlo) tra un documentario e un sogno. Divertente, avvincente, poetico.
Giustamente fuori concorso, per manifesta superiorita’.
October 16th, 2009 at 9:33 am
Ma scusa come ha fatto a piacerti jas sum od tito veles, è un chiummo micidiale! Di una lentezza incredibile e pure super-rabbioso, dato che la protagonista la da per soldi e poi… diciamocelo … Tito Veles non è Parigi! Eh! Ma invece, hai dato un’occhiata a Senki di Mancevski, è molto bello!
November 4th, 2009 at 11:34 pm
ma come la da’ per soldi..? no, e’ per curiosita’ e bisogno esistenziale! comunque, son d’accordo, il regista (e le attrici)calcano un po’ troppo la mano sui loro sentimenti e sulle loro sfighe.
November 5th, 2009 at 6:38 pm
Il fatto è che nessuno sa che ci sono dei film balcanici molto divertenti e sopratutto non-sfigati! Io ho consigliato al buon Alberto la visione del mitico, sivi kamion crvene boje
Il più bel film sulla exju che mi sia capitato di vedere!