Il compleanno di Ali (seconda parte)
Dopo aver notato con orrore l’oggettistica appesa alle pareti, mi conforto un po’ nel vedere che ne fanno anche parte arnesi piu’ rassicuranti, come tamburi, tamburelli, piatti, e similia.

Mi distraggo poi ad osservare qualche derviscio ritardatario che cerca di farsi largo…

…in una sala decisamente sovraffollata

Notate che le donne, come peraltro succede in qualsiasi moschea, sono confinate nella balconata al piano superiore, costrette a sbirciare un po’ come possono:

Il rituale va avanti tra inni e canti, sempre piu’ ritmati e ossessivi. Brevissime frasi, che contengono spesso i nomi di Muhammad e di Allah, vengono cantate in rapida successione, decine, centinaia di volte.
Anche i piccoli derviscetti cercano di imitare i piu’ grandi, anche se non sono convinto che capissero un granche’ di quello che stavano dicendo.
Ad un certo punto il canto diventa piu’ ossessivo, piu’ serio. Tutti i partecipanti assumono un’espressione corrucciata, finche’ all’improvviso tutta la platea si alza in piedi di scatto. La folla inizia ad ondeggiare, al ritmo di canto, piegandosi ora a destra ora a sinistra. Lo Sheh passa in mezzo al cerchio e saluta con una specie di inchino tutti quanti, uno ad uno.

Capisco che sta per succedere qualcosa quando, di colpo, il canto scende di tono, diventando rauco, quasi baritonale.
E’ allora che iniziano a saltare fuori, non so bene da dove, gli spilloni.
Il primo a farsi avanti e’ il figlio minore dello Sheh, quello che un giorno prendera’ il comando della comunita’, se il suo fratello maggiore non vorra’ farlo.
Il paparino disinfetta accuratamente l’aggeggio, con abbondante saliva…

E poi, senza pensarci troppo su, lo ficca nella guancia destra del figlio, trapassandola da parte a parte.

Il bambino non caccia neanche un lamentino, ne’ accenna smorfie di dolore. Mi sembra di star soffrendo piu’ io di lui!
Inizio ad abituarmi all’idea che tutto sommato il povero bambino non ha patito piu’ di tanto, e che va be’, la dimostrazione di sottomissione ad Allah (perche’ di questo si tratta) e’ stata rapida, forse persino indolore, che il climax e’ passato, che adesso glie lo toglie e che ce ne andiamo tutti a casa.
Invece mi giro verso la platea e rabbrividisco: c’e’ tutta una fila di bambini, di ragazzi, e di adulti, ordinatamente in fila, per sottoporsi ad un identico trattamento. Tipo da noi in chiesa la comunione. Ad uno ad uno tornano al loro posto, tutti con il loro bravo spillone conficcato in bocca.

Purtroppo mi rendo anche presto conto che la dimensione dello spillone e’ proporzionata a quella delle fauci del povero derviscio di turno. Gli adolescenti e gli adulti si “beccano” delle vere e proprie piccole lance:

Notare che la comunita’ non era per niente disturbata dal fatto che facessi delle foto. Anzi. a un certo punto mi sento tirare la giacca da un vecchio, che mi fa “Aoh, cheffai li’ di lato, cosi’ non vedi niente, vieni giu’ in mezzo a far le foto”. Non ho potuto spiegargli che i realta’ stavo meglio lontano. E cosi’ mi sono ritrovato, mio malgrado, a pochi centimetri da guance perforate…

…e poco dopo da fiotti di sangue (si, anch’io pensavo ci fosse il trucco…)

Ma non era finita: adesso era la volta dei tamburi, e di nuovi canti, per preparare il terreno a uno show nello show: l’esibizione, con tanto di spade, mazze ferrate, e altri inquietanti ammennicoli, di quattro dervisci piu’ “esperti”.

Non sto a raccontare tutta la loro performance, diro’ solo che il clou consisteva nell’infilzarsi la gola con la punta della spada:

E ovviamente nel trafiggersi anche loro la bocca. Con la differenza che, essendo dervisci senior, se ne sono bucata non una di guancia ma tutte e due. E per di piu’ tutto fai-da-te:

Vi confesso che a quel punto cominciavo ad averne a sufficienza, come penso anche voi. Il caldo, l’odore di umanita’ e lo spettacolo non proprio piacevole di un derviscio che non riusciva a perforarsi la seconda guancia, avevano iniziato a darmi un po’ allo stomaco.
La cerimonia finisce per fortuna poco dopo. Nessuno, tranne noi, sembra turbato da quello che e’ appena successo in quella sala. Anzi.
I vecchi si accendono le sigarette e si fanno una chiacchierata…

…un derviscio mostra a un altro le funzioni del suo nuovo telefonino…

… e i piu’ giovani insistono per farsi immortalare nel loro giorno di gloria:

Tutti, rigorosamente, con in faccia un trofeo che non si sarebbero lavati via per nulla al mondo: un rivoletto di sangue secco sulla guancia destra.
March 30th, 2008 at 7:50 pm
ma questi sono da denunciare !!
ke si trafiggessero anche quelle cose la , ma che lascino in pace i bambini..
kome si fa a mettere su un telefono azzurro kossovaro ?
altro che missione Eulex
ci vuole una missione di salvezza !
in questo caso è meglio essere una donna repressa e lasciata da parte !!!
e noi che nel mondo ci battiamo contro l’infibulazione !
ma veramente stanno preparando un sito internet per descrivere ste cose ?
dove’è, dov’è la Carla dal Ponte che tanto sbraita contro i serbi ..
March 31st, 2008 at 10:55 am
realtà lontanissime da noi. Così vicine come distanza e così lontane come cultura
March 31st, 2008 at 2:02 pm
Se mi posso permettere…..
forse paragonarlo all’infibulazione è un pò esagerato. Pensiamo alla circoncisione per gli ebrei o la scarificazione per le tribù africane.
O anche al nostro battesimo. Forse non dovremmo finire sempre nelle banalità di giudizio egocentrico (occidentale) e a volte provare a pensare che c’è una differenza culturale che a volte non capiamo e tendiamo ad allontanare da noi criticandola. Proviamo a vederci la bellezza e ciò che ha di positivo anche per noi.
Il primo passo: rispettiamola.
Ciao pasqui, torni per le elezioni? qui organizzeremmo una serata di chiacchiera se puoi…così, per capire un pò meglio. Anche se complimentoni al blog, che mi sta aiutando pure per la tesi!
Ciauu Alice
March 31st, 2008 at 2:37 pm
Eh bravo, anziché nei dervisci roteanti ti sei imbattuto nella comunità che pratica esercizi mistici avvalendosi di strumenti “a base ferrosa”… Gli schemi mentali dell’europeicentrismo non consentono a tutti noi di apprezzare tali pratiche. Io, da parte mia, ho sempre invidiato chi riesce in questi esercizietti! Ma non so se avrei gradito lo spettacolo ad una distanza così ravvicinata…grazie per averci sostituiti come spettatori! Di sicuro la tua testimonianza ci ha arricchiti.
March 31st, 2008 at 9:12 pm
non posso rispettare chi fa del male ai bambini, mentre non mi interessa chi si flagella o cammina sui carboni ardenti o si mette un pirsing la’..
sono scelte di adulti magari poco sani di mente, ma lo scelgono su loro stessi
per bucare le guance ad un bambino , bisognerebbe prima provare il male che fa e poi ragionarci su e pensare che nessun Dio puo’ volere il male..
allora i testimoni di geova che fanno morire i figli piuttosto che fargli le trasfusioni ? eppure li condanniamo
perchè dovremmo rispettare questa tortura a dei bambini ?
March 31st, 2008 at 9:52 pm
Il porrone del papà sotto il naso è molto sospetto, sarà mica un buco riuscito male? eh!
April 2nd, 2008 at 12:15 pm
concordo pienamente con alice
prima di giudicare bisogna capire
e noi occidentali abbiamo perso questa abitudine
April 3rd, 2008 at 7:48 am
Ehi, Alice, ma siamo matti? Il giudizio egocentrico è il tuo, che ti metti su un piano morale superiore, dicendo che le culture sono tutte da rispettare che i diritti umani siano una peculiarità della civiltà occidentale (con il tanto di razzismo che c’è in questo).
Il fatto poi, che “noi occidentali abbiamo perso l’abitudine del provare a capire senza giudicare” è un altro luogocomune. Semmai è solo in occidente che c’è l’abitudine a ragionare sulle ragioni di ognuno, come voi stessi avete esageratamente dimostrato.
Il malinteso rispetto delle culture, ai danni dei più deboli (che siano bambini, omosessuali o donne), è il concetto più retrivo che c’è.
April 3rd, 2008 at 4:39 pm
Ehi giovanni, grazie per la matta. Lo prendo come un complimento.
forse hai ragione, ho parlato con un pluralia tantum non adeguato all’occasione.
Allora ora uso la prima persona: non mi sembra di essermi messa su un piano superiore. Posso darti ragione sul concetto di rispetto, è vero, forse non era il termine approppriato; non credo però, permettimelo, di aver peccato di superiorità. Ho semplicemente detto che esiste (perchè esiste), una differenza culturale (occhio io
April 3rd, 2008 at 4:57 pm
scusate ho fatto un casino….
quello che intendo io non è un concetto astratto è quello che rende differenti anche me e te….che si veste di cose quotidiane, di bagaglio culturale, familiare, di scelta politica….
Il rituale dei dervisci, ci piaccia o no, esiste, come ne esistono altri migliaia che differenziano le persone, le comunità, le città, i quartieri….a diversi livelli.
Credo sia importante che si condividano esperienze di questo tipo, per il valore aggiunto che ti danno e, anche a volte per riflettere su se stessi.
Senza presunzione e con tanto interesse.
E senza luoghi comuni, quelli li lascio a quelli dei piani alti.
April 4th, 2008 at 5:02 pm
Alice, queste tue parole mi piacciono molto di più, e - anzi, ma l’avrai già capito - quando ho chiesto “ma siamo matti?”, mostravo la mia incredulità di fronte a quell’altra varietà di parole. Voleva anzi essere un credito di fiducia, un dire: non voglio crederci.
C’è solo un passaggio che mi lascia perplesso, quando tu dici che un rituale, visto che c’è… e non trai le conseguenze di quel ragionamento.
Ecco, qui torno ad aver paura. A pensare che la difesa dei più deboli valga sempre una piccola tacca di più, rispetto a qualsivoglia rituale.
Che i diritti umani non sono negoziabili, e che un bambino - come tale - deve essere tutelato.
Non contestavo, invece, la voglia di conoscere di chi ha scritto il pezzo, curiosità che ho avuto modo di apprezzare anche in altri racconti.
April 4th, 2008 at 5:05 pm
ma cosa c’è di violento nel nostro battesimo ?
un mezzo bicchiere di acqua sulla testa..
qui non stiamo giudicando persone differenti di religione..
ognuno da adulto sceglie la religione o la setta che vuole..
qui stiamo dicendo che fanno del male a dei bambini..
anche quello che fanno gli ebrei è un puro fatto igienico che facciamo anche in italia con una piccola anestesia in day hospital..
magari alcune mamme non del tutto evolute punzecchiano con uno spillino le orecchie delle neonate per gli orecchini d’oro regalati dalla madrina…
ma usare sti spilloni e trafiggere le guance di un bambino è esagerato..
ma come potete chiedere di rispettare una cosa simile..
perchè non cominciate a rispettare chi non si puo’ difendere : i bambini
poi adesso rex arrivera’ a chiedere cosa è il rispetto..
dal vocabolario : rispetto= riconoscere il diritto altrui..
da qualche parte c’è scritto che un bambino ha diritto di farsi trafiggere ?
April 5th, 2008 at 9:17 am
Oplà, eccomi di nuovo ad allietarvi…
la circoncisione può avere valore medico per cercare di porre rimedio a disfunzioni, ma per ebrei e musulmani questa pratica è un rituale comandato “addirittura” da Abramo e consigliata da Maometto e dietro ci stanno significati che vanno anche un pò aldilà del puro fatto igienico:l’integrità e la purezza dell’uomo, il riconoscimento della comunità verso il nuovo entrato, il suo sentirsi parte di essa. A volte mi sembra che si considerino queste cose dal punto di vista etico(nel senso di comportamenti umani buoni, giusti, leciti o cattivi e inappropriati) ma da buona antropologa amo il relativismo(nessuna realtà è assoluta).
A volte mi è difficile scindere il piano antropologico del rituale, con tutti i significati che si porta dietro, da quello del gusto o del piacere “personale” che provo vedendo cerimonie di questo tipo.
Ma non sono un mostro: credo fermamente nella tutela dei diriti dei più deboli e dei bambini.
E amo le differenze e i punti di vista diversi dal mio, mi tengono il cervello in allenamento. Quindi grazie.
April 5th, 2008 at 5:48 pm
scusa, io ho la cpu piccola..
tra “piacere personale nel vedere cerimonie di questo tipo” e tutela dei diritti dei piu’ deboli, non ho capito se approvi o disapprovi
April 25th, 2008 at 3:45 pm
Ciao a tutti..
Probabilmente il mio commento va molto in controtendenza ma quello che penso è questo..
E ora non massacratemi!!!
Secondo me non c’è nessuna violenza e nessuna tortura, è “solo” un rituale.
E’ un’altra sfera, è l’ambito del Mito, del riattualizzare il sacro in un momento preciso.. che sia la pubertà o il compleanno di Ali. C’è una partecipazione emotiva profonda che nel nostro giudizio manca di attenzione, il sacrificio (dal latino sacrificium, sacer + facere, rendere sacro) avvicina a Dio secondo varie culture. In poche parole siamo noi che non capiamo, quelli del “non lo farei neanche morto!”, forse ci sfugge davvero qualcosa.
E poi in fondo è un buco, non la vedo così tragica, l’unica cosa che mi fa rimanere perplessa è la situazione igienica degli spilloni.
Fossi in Dio gradirei che li utilizzassero sterilizzati e monouso.
bacio a tutti!