samopravo - blog dal Kosovo

Ohrid

Finalmente ci sono andato anch’io.

Bella Ohrid (per chi non lo sa e’ in Macedonia - ops… FYRoM, che se no i Greci si incazzano.  FYRoM? ”Former Yugoslav Republic of Macedonia” - bel nome) dicevo, in FYRoM, su di un lago per meta’ in Albania e per meta’ in Macedonia -  ops… FYRoM.

Cosa siamo andati a fare? Ma la office retreat, tutto lo staff del Regional Centre di Prizren al gran completo, tranne un paio di coppie di sfortunati che sono dovuti restare qui per monitorare il referendum sulla costituzione serba.  Per la cronaca, la Serbia ha cambiato la costituzione che datava ai tempi di Slobo, per cogliere l’occasione anche di ribadire che il Kosovo e’ (ancora) parte integrante della Serbia.  Inutile dire che pur avendo diritto al voto gli Albanesi di qui hanno disertato in massa le urne, mentre i (pochi) Serbi che ancora abitano da queste parti si sono espressi (a favore).

Dicevo, la office retreat.  Cosa abbiamo fatto? Ma basta dare uno sguardo alle foto qui sotto, che ci ritraggono mentre, impegnatissimi, ci spremiamo le meningi. 

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Qui ad esempio siamo alle prese con il terzo pasto consecutivo a base di POLLO nell’orrendo ristorante dell’hotel Granit.  Con tanto di banda balcanica e balli del pubblico (noi compresi ovviamente).  Quella a fianco a me e’ Dicle (Turchia) mentre dietro c’e’ Besa (Kosovo) e altri due che non mi ricordo come si chiamano.

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Qui sopra avete visto il sottoscritto mentre aiuta il Municipal Team di Prizren in una presentazione canora (e’ la verita’) mentre qui sotto lo vedete impegnato, con la sua assistente Dhurata, nella presentazione dei risultati ottenuti dalla sua sezione LSMS.  Quello che guarda divertito la magnifica presentazione PPT e’ Maurizio (Savona), il deputy director del Regional Centre di Prizren.

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Ma si’ cosi’ vi presento qualche faccia nuova.  Questo e’ Vassillios, greco di nazionalita’ e di naso (saro’ greco anch’io??); dice di avere quarantacinque anni, di cui gli ultimi sette passati in Kosovo. Ormai e’ un po’ fuso (si vede?). 

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E veniamo al mitico Horst (vedi sotto), il nostro direttore, un tedesco dall’inglese fresco fresco (tipo “tis ist feri klear” etc.) , una vita passata nell’esercito, putroppo logorroico come pochi, con i suoi discorsi infarciti di esempi di carriarmati che distruggono bunker (sarebbero i team che raggiungono i loro obiettivi annuali) o di catene di montaggio della Mercedes (bucolica metafora di noi che lavoriamo in gruppo).

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Cambiando discorso, ti rendi conto di essere in un altro paese da tante piccole cazzatine.

Non menzioniamo le piu’ ovvie, il cibo che fa shchif ‘, le moschee invece delle chiese, la lingua, ecc.  Intendo invece ad esempio quando ti vedi un trattore con tanto di tamagnun (o rimorchio che dir si voglia) che ti viene incontro sul marciapiede (!). Cosi’, in mezzo alla gente. 

Perche’, boh.

O prendiamo il viaggio di ieri.  Partiamo freschi freschi per tornare di buon’ora a casa (meglio due ore prima a Prizren che stare due ore in piu’ a Ohrid sul lago… mah), insomma partiamo ma … dopo mezz’ora siamo gia’ fermi (eh ma bisogna fumare). Sul ciglio della statale.  Ripartiamo, ma chi doveva andare al cesso non ha potuto farlo, e allora di nuovo tutti fermi.  Ripartiamo, ma …perche’ si ferma di nuovo? ah c’e’ il banchetto che vende il miele.  Un’ora e fermi, pranzo al sacco fornito dall’hotel (che gentili, un bel sandwich - di pollo tanto per cambiare).  Ripartiamo.  E di nuovo fermi.  Sigaretta, cesso, fermi.  Ogni volta cinquanta persone che scendono. Alla fine un viaggio di 4 ore in macchina si trasforma in un mostro da sette (sette!) ore in pullman.  Compresa la sosta a dieci km da Prizren. Per l’ultima sigaretta.

2 Responses to “Ohrid”

  1. says:

    Quindi sei vivo allora!
    A ‘mbescille, mi ero preoccupato, non scrivi su ’sto orrendo blog, non mi rispondi alla mail, io temo per la tua incolumità, e tu sei a feseggiare (direi sfarzosamente) con la tua combriccola di pupe e secchioni (a dir la verità, mi sembra di aver visto solo i secchioni…)!
    E cosa avete suonato, le osterie?
    Va beh, quando torni nel paese do’sole? Christmas with the yours?
    E vedi di rispondermi, pirla!

  2. says:

    Christmas with the yours, but not with you

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